Notizie storiche

Da sant’Andrea alla Chiesa di S. Maria

Nel periodo primevo la Comunità cristiana di Sommacampagna si radunava nella pieve di S. Andreapieve di S. Andrea (sec XI).

Nel sec XV, dove ora si erge la chiesa parrocchiale, sorse una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata detta del Pirlar (Sancta Maria de Perlario). Fu costruita nel 1415, grazie a Pietro e Giampietro Maccaccaro (come e’ attestato da una lapide situata nella chiesa).

Dal momento che l’abitato stava addensandosi in questa zona del Pirlar, la chiesa cominciò ad acquistare sempre più importanza rispetto all’antica pieve, finche’ il vescovo G.M. Giberti ordino’ che vi si trasferisse il fonte battesimale, e quindi che divenisse la nuova sede parrocchiale. Per tre secoli la comunità cristiana si radunò quindi nella chiesa quattrocentesca de Sancta Maria.

Con il graduale aumento della popolazione, divenne necessario intraprendere una nuova costruzione rimasta in piedi fino al presente.

Nel 1700: la nuova chiesa

La Chiesa attuale fu progettata da Adriano Cristofoli (1727-1788).

[Ingegnere idraulico e valente architetto; è autore del portico laterale del Teatro Filarmonico con colonne ioniche, non ancora compiuto]

Venne consacrata l’11 Luglio del 1762 dal vescovo Antonio Nicola Giustiniani, e dedicata a Maria Immacolata e all’apostolo sant’Andrea. Nell’altare vennero deposte le reliquie dei Martiri Porporato, Prudenzio e Crescenzio.

In questo nuovo edificio, poi, venne collocata una pala cinquecentesca di un pittore a noi ignoto (attribuita erroneamente al Farinati). Vennero eseguiti in riquadri posti lungo la parete della navata, dei pregevoli affreschi riguardanti vari episodi biblici, recentemente riscoperti.

Si provvide all’erezione dell’altare maggiore e di quelli laterali. I lapicidi Bortolo Morelli e il figlio Felice costruirono l’altare maggiore, mentre Ambrogio Pagan e Pietro Maderna edificarono quello dedicato ora a S. Andrea. Furono opere dispendiose, sostenute dal Comune ed apprezzate dalla popolazione.

Infine nel 1754 fu innalzato il pulpito, opera di Carlo Cavegiari (nel baldacchino e’ intagliato lo stemma del donatore).

Dall’ottocento al 1947

Nel 1848, il parroco d. Bartolomeo Burti dovette affrontare la situazione disastrosa creatasi in seguito alla prima guerra risorgimentale, sia affrontando un reparto di Croati dell’esercito asburgico disposti ad una sanguinosa rappresaglia, sia provvedendo alle impellenti necessità dei senzatetto, contando sulla collaborazione del vescovo (Pietro Aurelio Mutti) che sollecitò la solidarietà dell’intera diocesi di Verona.

Don Francesco Baganzani delibero’ di far scolpire una statua in legno della Madonna Immacolata e commissio’ l’opera all’intagliatore Nicolo’ Righetti (1855).

Risale a quarant’anni dopo, 1895, il nuovo organo, costruito dall’organaro tedesco Rieger (della città di Jaegerndorf, nella repubblica Ceca) e collocato in un primo tempo nella cantoria sopra l’ingresso principale. Dell’antico organo precedente a questo, si e’ persa ogni traccia. Il parroco era allora d. Primo Bricolo.

Subito dopo la prima guerra mondiale (1915-1918), che rappresento’ una strage di contadini (la professione piu’ diffusa, allora, a Sommacampagna), venne innalzata la Cappella dei caduti, a loro memoria, impreziosita dai pregevoli dipinti di Angelo Zamboni e Orazio Pigato, in un’esedra di stile romanico progettata da Ferdinando Forlati. Quest’opera fu inaugurata il 9 ottobre 1921.

A partire del 1935 il pittore Agostino Pegrassi esegui’ in date diversegli altri affreschi presenti nella chiesa (La cena di Enmmaus, la Preghiera nel Getsemani, i Quattro profeti, l’Annunciazione nell’arco trionfale, la Trasfigurazione, La Consegna delle chiavi a Pietro, il re Davide, i patroni d’Italia S. Francesco e S. Caterina da Siena, S. Giovanni Bosco).

Risalgono invece al 1946 le vetrate policrome rappresentanti i due patroni, Maria Immacolata e Sant’Andrea, eseguite a Venezia su cartoni del pittore Pino Casarini (1892-1972)

[La sua pittura è un compendio di tutta la cultura figurativa che dal '200, con Giotto, e attraverso le conquiste rinascimentali, approda alle esperienze cèzaniane, espressioniste, picassiane. Il pittore fu anche scenografo dell'Arena di Verona, scultore, illustratore. Invitato più volte alla Biennale d'Arte di Venezia. Tra la copiosa sua produzione segnaliamo il ciclo di affreschi nel Salone dei Concerti nel Museo di Castelvecchio a Verona il grande affresco raffigurante il "Dogma dell'Assunta" nell'abside del tempio votivo, pure a Verona].

Tutti questi lavori vennero compiuti nel periodo della guida pastorale di don Silvio Tramonte, che rimase in carica per quarant’anni (1907-1947), ottenendo grande stima ed apprezzamento dalla comunita’.

Nel dopoguerra

L’epoca successiva, durante il governo di don Marcello Boninsegna, fu caratterizzata da rimaneggiamenti e innovazioni.

Ricordo la riconfigurazione degli altari minori: l’altare del Rosario, il più prezioso, accolse la statua di S. Andrea e venne dedicato al santo patrono. Per quanto riguarda il Battistero, nel 1960 predispose il nuovo fonte, di marmo rosso di S. Ambrogio, con incisa la scritta: Aqua regenerans – Fons vivus [Acqua che rigenera – Fonte di vita], collocato poi di fianco all’altare maggiore.

Curò anche l’adeguamento dell’altare maggiore in sintonia con le nuove norme liturgiche.

Nel vano laterale della chiesa, fece collocare la bella vetrata di s. Giuseppe, opera della ditta Poli.

Volle poi arricchire la chiesa di varie opere di scultura: gli ornamenti delle porte d’accesso disegnati da Zeno Germano Rotta e fusi dalla ditta Bonamini di Cogollo (eredi del celebre Berto), tra i quali spicca l’immagine del pellicano, simbolo di Cristo, collocato sulla porta principale e i simboli degli evangelisti, alla porta laterale(1980); il Crocifisso dell’ormai celebre Novello Finotti (1986), posto sul ciborio dell’altare.

Don Marcello ebbe il merito di non rimuovere la balaustra settecentesca, come invece avvenne in altre chiese in seguito ad una mala esecuzione della riforma liturgica promossa dal Concilio.

Nel frattempo, un triste episodio: venne trafugata l’antica statua lignea della Madonna adorante, sostituita però con una copia fedele all’originale (visibile ora nell’altare situato a sinistra di quello maggiore).

Recentemente si è provveduto al restauro dell’Oratorio e al ripristino del pavimento antico (d. Morandini) e infine al restauro della Cappella dei caduti, ormai rivalutata nel suo pieno valore artistico (d. Bonato). Nel 2006, la Chiesa viene arricchita da una nuova opera del Finotti, un bronzo che ritrae la visita delle donne al sepolcro, donato generosamente dallo stesso autore (inaugurata il giorno otto aprile, domenica delle Palme).

 

Diamo l’elenco degli ultimi parroci (dal sec. XX):

Bricolo Primo (1885-1906); Tramonte Silvio (1907-1947); Boninsegna Marcello (1948-1990); Morandini Giacomo Dario (1990-1999); Bonato Attilio (1999-).

Bibliografia:

Sommacampagna. Un territorio, una comunità. A cura di G. F. Viviani, Comune di Sommacampagna. Comitato di Gestione della Biblioteca MCMLXXXVI.

Per la Cappella ai Caduti vedi l’ottimo saggio di Laura Lorenzoni, Sommacampagna. Chiesa di Santa Maria, Cappella dei Caduti, in Carlo Donati, Agostino Pegrassi, Albano Vitturi. Arte Sacra a Verona [1900-1950] (a cura di F. Butturini) Neri Pozza Editore 2000.