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Giugno 2009
EDITORIALE
Sicurezza/Dignità |
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In riferimento alle tante discussioni in materia di sicurezza, su cui c’è un ampio dibattito nel nostro paese e su cui è stato votato in Parlamento il cosidetto “pacchetto sicurezza”, è opportuno maturare un atteggiamento e un comportamento ispirati al Vangelo e non, semplicemente alla paura.
ll cristiano è un cittadino che di fronte al pericolo di situazioni di delinquenza e di disordine che minacciano la sicurezza sociale, esige e opera perchè sia garantito a tutti il diritto giustissimo di vivere in pace e in tranquillità. Nello stesso tempo, però, il cristiano è soprattutto colui che vede nel volto dello straniero e del migrante i tratti di un fratello da accogliere e da comprendere. Il credente riconosce nello straniero la fisionomia di Colui che si è fatto nostro fratello per dare inizio ad una umanità nuova nella quale tutti trovino posto alla mensa della vita. Chi si lascia guidare dal Vangelo è ispirato dalla carità e si sente partecipe del dramma di coloro che, spinti da fame e da miseria, cercano disperatamente un aiuto...
Su questi problemi, così drammaticamente attuali, offro la lettura di un recente documento proposto da alcune associazioni cattoliche qualche giorno prima dell’approvazione della legge. Possa servire per meditare e riflettere.
Don Attilio
CONIUGARE TUTELA DELLA COLLETTIVITÁ E DIGNITÁ DEI MIGRANTI
Un appello di Acli, Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità di S.Egidio, Fondazione Migrantes
Recentemente, durante il dibattito parlamentare, si è assistito con soddisfazione allo stralcio, dal disegno di legge, di previsioni come quelle che limitavano fortemente, per gli stranieri non in regola col permesso di soggiorno, l’accesso a servizi fondamentali come la salute e l’istruzione, attraverso le figure dei cosiddetti “presidi-spia”o “medici spia”.
Tuttavia, nel testo ancora all’esame della Camera continuano a permanere previsioni che suscitano perplessità, come, fra le altre, l’introduzione del reato di clandestinità, inidoneo di per sé a sconfiggere il fenomeno dell’immigrazione irregolare e solo gravoso per l’andamento della giustizia, ovvero per le vite di tante persone, che troppo spesso scontano l’estrema rigidità dei canali d’ingresso nel nostro paese ovvero gli eccessivi ritardi nei rilasci e nei rinnovi dei permessi di soggiorno.
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Inoltre tale reato riproporrà la controversa questione già emersa per medici e presidi, in quanto potrebbe obbligare tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio (fra cui impiegati pubblici, vigili urbani, insegnanti, infermieri, ecc…..) a denunciare uno straniero irregolare.
Preoccupante risulta anche il divieto, per gli stranieri privi di permesso di soggiorno residenti in Italia, di effettuare atti di stato civile. Tra le prime conseguenze di questa previsione ci sarebbe l’impossibilità di contrarre matrimonio ovvero di dichiarare la nascita e di riconoscere i propri figli. Quest’ultima norma, in particolare, oltre a poter indurre le madri a gravi pratiche e rischi abortivi, esporrebbe i bimbi, privi di identità, al pericolo di essere tolti ai genitori naturali, dichiarati in stato di abbandono e quindi avviati all’adozione.
Né appare condivisibile la reintroduzione nel disegno di legge delle norme sull’allungamento della detenzione amministrativa all’interno dei CIE e sulle ronde cittadine che opportunamente erano state stralciate dal decreto legge sicurezza.
Consapevoli della complessità delle sfide, dei problemi e delle risorse che il fenomeno dell’immigrazione comporta, confidiamo nell’ascolto attento e nella riflessione paziente del legislatore, certamente capace di far seguire al dibattito parlamentare il suo iter naturale, rispondendo alle necessità attuali con fermezza, ma anche con lungimiranza e civiltà.
La nostra società avverte la necessità di avviare un processo di integrazione, ricostruzione e rafforzamento, ma richiede tuttavia che questo avvenga attraverso un confronto sereno, aperto e paziente, che riguarda il futuro di tutti, senza sacrificare i diritti fondamentali delle persone.
Roma, 08 maggio 2009
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